A chi capita di transitare nelle campagne romagnole fra la fine di febbraio ed i primi di marzo, quando il sole è calato ed i primi raggi della luna illuminano la terra ancora fredda e, non di rado, innevata, potrà accadere di vedere in lontananza dei falò, dei fuochi magici, con tanta gente raccolta attorno…
Nei campi, all’imbrunire, vicino alle case di campagna nel circondario dei Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Fusignano, Modigliana, Ravenna, Riolo Terme e Russi verranno accesi dei grandi falò attorno ai quali prenderanno vita iniziative ed incon
tri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, mentre sarà possibile degustare vini e cibi della prelibata enogastronomia locale.
La Romagna è una terra storicamente votata all’agricoltura.
E l’agricoltura, come molte altre attività “all’aperto” era, ed è tutt’ora, soggetta alle avversità metereologiche.
Così la tradizione contadina del passato voleva che per scongiurare la malasorte venissero fatti dei riti propiziatori, come i fuochi magici: i “Lòm a Merz” (i lumi di marzo).
L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dell’inverno.
Il suo significato era quello di incoraggiare e salutare l’arrivo della bella stagione, bruciando i rami secchi e i resti delle potature.
Per questa occasione, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti esi danzava intorno ai fuochi (fugarèn), mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi.
La tradizione di fare “lòm a merz” si è protratta in Romagna fino agli anni ‘30, perdendo poi definitivamente il suo carattere di festa dopo la guerra.
Partecipano all’iniziativa nelle Aziende Agricole e Agrituristiche anche scrittori, cuochi, sommelier, maestri artigiani, attori, musicisti, cantastorie, antropologi, per sottolineare quelle differenziazioni che creano tradizioni ed usanze in un territorio.
Un’attenzione particolare quindi per continuare una tessitura fra dialetto, storia, musica, vita, costume, buon cibo e buon vino, che ha come obiettivo quello far conoscere e valorizzare le tradizioni, per traghettarle nel futuro.
In questo periodo fra fine febbraio ed inizio marzo, al calare del sole, per chi vorrà intraprendere questo “viaggio”, sarà quindi possibile scorgere in lontananza Fuochi in tante Aziende Agricole, in tanti Comuni della Romagna, negli ambienti dove le persone, i valori, il lavoro e gli animali, creano la “Famiglia allargata”, quella della Terra dei Fuochi Magici!
Ricette: come si fa la crema in Romagna Ingredienti per 4 persone:
4 cucchiai di farina di grano
1/2 litro di latte
2 tuorli d’uovo
4 cucchiai di zucchero ...
Ricetta: Il dolce campano di Pasqua - La Pastiera La REGINA della Tavola Pasquale - La pastiera è un dolce che difficilmente manca sulle tavole dei campani a Pasqua. Simbolo della primavera, ha ...
Torta di noci engadinese Gastronomia engadinese
Famosa è la pasticceria engadinese, la cui tradizione risale alla metà del XVII secolo, quando iniziò un movimento ...
Il pane di Altamura C’è tutta la storia e le tradizioni del mondo contadino dell’Alta Murgia dietro la panificazione di quello che viene riconosciuto ...
La tazzina delle meraviglie Portare una tazza di caffè fumante alle labbra è un gesto diffuso dalla notte dei tempi e in buona parte del mondo. Sulle origini di questo gesto ...
Il Bitto Dop, un Valtellinese di antica memoria Il Bitto: dove nasce?
Raccontano che il Bitto sembra nato tra le popolazioni celtiche le quali, scacciate dalla Pianura Padana ad opera dei Romani ...