















Come preannunciato in un precedente articolo che potete leggere cliccando sull'approfondimento in fondo al testo, torniamo a parlare di sleddog, lo sport delle slitte trainate dai cani, tipico dei paesi del nordmerica, nordeuropa, Russia, che da qualche anno sta facendo presa anche in Italia, soprattutto lungo l’arco alpino, ma non solo. Questo articolo ce l'ha inviato l’amico Giancarlo Farneti, che con i suoi “amici pelosi” Siberian Husky è reduce da un periodo di entusiasmanti traversate in Appennino.
Sta finendo la "bella stagione"!
a cura di Giancarlo Farneti & Stella del Nord Sleddog Team
Si proprio così, per me Musher, cioè conduttore dei cani da slitta, sta finendo l'inverno, la cosiddetta "bella stagione" perché non aspetto altro che l'arrivo dei primi freddi, quando il termometro scende sotto i 5°, per cominciare ad allenare la mia muta, come viene chiamato l'insieme dei cani uniti tra di loro con corde ed imbraghi studiati apposta per questo particolare sport.
I miei Siberian Husky sono: Nanouk (leader), Creamy (swing dog/co-leader) posizionati in testa alla muta, Aki e Alex (swing dog) posizionati al centro e per ultimi ma importantissimi Dom e Arrow (Whell dog) posizionati subito davanti alla slitta.

I nostri allenamenti sono cominciati nel mese di novembre con i primi freddi..al mattino, sul fare del giorno, quando la gente ancora dorme oppure le prime sveglie cominciano a suonare, a San Lorenzo in Noceto (Forlì-Cesena), dove ci alleniamo, echeggiano gli ululati dei miei siberiani pronti per indossare l'imbrago e trottare lungo i vigneti circostanti.
Visto che la neve a Forlì si fa sempre desiderare, i nostri allenamenti vengono effettuati con un monopattino e sfruttando il loro innato "desire to the run”, la voglia di correre, si comincia con poche centinaia di metri fino a raggiungere, nell'arco di circa due mesi, in base anche alle temperature, alla frequenza ed al tipo di allenamento un percorso di circa 10/12 km, tutti incentrati sulla resistenza e non sulla velocità.
Quest'anno siamo arrivati a "macinare" 370 km circa tra allenamenti sullo sterrato e uscite varie sulla neve.

Sono molto soddisfatto dell'allenamento fatto insieme ai miei "ragazzi". Dico noi perché anch’io mi devo allenare pesantemente; non solo i cani faticano, anch’ io ci metto "del mio"; devo resistere alle sollecitazioni e alle fatiche che si fanno in slitta, perché loro tirano ma a volte spingo anch'io.
Ci alleniamo sulla resistenza perché io e la mia muta, come obbiettivo, abbiamo la partecipazione a due traversate (trekking con la slitta) organizzate da amanti di questo sport: la 1ª è quella che si svolge in regione, sull'Appennino Tosco-Reggiano (www.ballacoilupi.org) mentre la 2ª si svolge in Calabria, sull'altopiano della Sila (www.sleddoginsila.it).
Si percorrono i sentieri appenninici che solitamente in estate si fanno a piedi. Entrambe la manifestazione non sono competitive, quando ci si avventura in queste "passeggiate" non si ha alcuna fretta, ci si ferma per fare riposare i cani, per ammirare il paesaggio che spesso e volentieri è "da mozzafiato" e a volte anche a fare due chiacchiere con gli amici di traversata.

Quest’ anno il nostro obbiettivo è stato raggiunto partecipando ad entrambe le traversate.
In Italia i Musher che si avventurano in queste "passeggiate" sono circa 10-15; molti altri invece preferiscono le gare di velocità. Sono due mondi completamente opposti, due filosofie diverse di concepire questo sport.
Per ultimo tengo a precisare che con i cani, per insegnare i vari comandi, non si usa nessun metodo di coercizione se non la sola voce.
Per addestrare un buon leader ci vuole tanta pazienza, costanza e a volte si impiegano anche degli anni per avere un buon risultato.

Un grazie particolare va all’allevamento Cry Out (www.cryout.it) di Cristina Rimini e Davide Capanni, di Bertinoro, senza il quale questa mia esperienza non sarebbe stata possibile.